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Continua la ‪Tournée‬ di NON SI SA COME

Dal 17 a 22 Febbraio al Teatro Gobetti di Torino

Nella pagina SPETTACOLI, tutte le date della tournée ed i teatri in cui andrà in scena nei prossimi giorni e nella sezione MULTIMEDIA tutte le foto di scena !!

 

Nuovo portfolio personale

Sono disponibili nuove immagini nella sezione Foto -> Portfolio Personale….
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Non si sa come – Recensioni

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Leggi la recensione de “Il Manifesto”
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dal 23 Maggio – Un Amore di Swann in replica al Museo Nazionale del Bargello

Un Amore di Swann
in replica dal 23 maggio al 2 giugno
Al Museo Nazionale del Bargello a Firenze
Consulta la scheda dello spettacolo

Visita il sito del Museo

IL PANICO al Teatro Strehler dal 15 Gennaio al 10 Febbraio

Piccolo Teatro Strehler
va in scena dal 15 gennaio al 10 febbraio 2013
Il panico
di Rafael Spregelburd
traduzione Manuela Cherubini
regia Luca Ronconi
scene Marco Rossi

VEDI SCHEDA SPETTACOLO

Le Serve – Foto e Video

Sono online, nella sezione MULTIMEDIA le foto ed i video dello spettacolo Le Serve, tenutosi al Teatro Outoff di Milano.

Intervista ad Elena Ghiaurov – Repubblica 10 aprile

Serva di scena Due sorelle assassine
e schizofreniche così la Ghiaurov affronta Jean Genet

NELLA sua carriera ha interpretato classici come Shakespeare e Cechov, e tanti testi contemporanei, da Marguerite Yourcenar a Botho Strauss, a Fleur Jeaggy. Ma a Elena

Ghiaurov, attrice d’ elezione di Luca Ronconi, Genet ancora mancava.

Lo affronta da stasera all’ Out Off, diretta da Lorenzo Loris che, a nove anni dal debutto, riallestisce la sua storica regia delle Serve nella traduzione di Franco Quadri, affidando di nuovo a Elena Callegari il ruolo di Solange e ritagliandosi per sé quello della Signora en travesti. Nel suo ricco percorso teatrale, le mancava Genet, il “maledetto”.

Timori?
« Le serve è un testo complicato, contorto, ma molto affascinante.
È difficile, ma anche piacevole da interpretare, come tutti i testi molto ben scritti. Io sono Claire, la sorella minore.
La vittima, succube di Solange, la maggiore, che ha architettato l’ omicidio di Madame, ma lascia agire lei.
È lei che mette il veleno nella tisana al tiglio, lei che non riesce ad avvelenarla, lei che alla fine lo beve, e si sacrifica».

Lo spettacoloè una ripresa, ci sono variazioni?
«Più che una ripresa, è un riallestimento. Loris ha messo un accento maggiore sul rapporto simbiotico, fusionale tra le due sorelle.
Anche fisicamente ha cercato di rendere me ed Elena simili, noi così diverse. Ci ha messo in testa la cuffia, siamo vestite di nero, spesso ci parliamo frontea fronte come fossimo due facce che si riflettono in uno specchio.
Perché il nostro è un rapporto di odio e amore, siamo due anime che si confondono in una sola, per esistere abbiamo bisogno l’ una dell’ altra. È quasi schizofrenia».

Un rapporto morboso. Non sarà datato al giorno d’ oggi?
«Certo, è un testo degli anni ‘ 40 ispirato a un fatto di cronaca degli anni ‘ 30.
Ma parla della mancanza di personalità, dell’ incapacità di trovare un perno solido dentro di sé per affrontare il mondo.
Loro si identificano nella Signora al punto da voler essere lei, si travestono per sognare di essere altro da sé.
Una morbosità simile a quella dei modelli che ci impongono oggi».

Ci siamo abituati a vederla al Piccolo diretta da Ronconi, ha lavorato in grosse produzioni con Giancarlo Cobelli, Massimo Castri, Gabriele Lavia. Stupisce ritrovarla in un teatro piccolo e decentrato come l’ Out Off.
«Sono stata io a cercare Loris, anche se ero un po’ timorosa, so che è abituato a lavorare con il suo gruppo di attori, pensavo mi avrebbe detto: “Ma cosa vuoi tu da me?”. Mi piace il suo nitore intellettuale, e la precisione e la sana artigianalità con cui lavora. Un entusiasmo che traspare dai suoi spettacoli.
E poi fa un grande lavoro sugli attori, li ama. Un po’ come Ronconi, l’ incontro folgorante della mia vita.
A fine anno sarò nella sua nuova regia al Piccolo».

Il cinema non la tenta?
«Lavorare con Marina Spada nel film su Antonia Pozzi è stato molto bello, e ricordo la grande umanità e le coccole che mi riservarono i fratelli Taviani sul set di Tu ridi, anche se avevo solo una particina.
Sono un po’ dispiaciuta di non aver fatto più cinema, ma significava trasferirmi a Roma. E io, milanese doc, non me la sono sentita».

di SIMONA SPAVENTA

LE SERVE di Jean Genet

10-29 aprile 2012
Teatro Outoff di Milano

LE SERVE di Jean Genet
traduzione Franco Quadri
regia  Lorenzo Loris
con Elena Callegari,  Elena Ghiaurov, Lorenzo Loris
scene Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
consulenza musicale Andrea Mormina
luci Luca Siola, fonica Fabio Cinicola
foto di scena Agneza Dorkin
produzione  Teatro Out Off –  Teatro Stabile di Innovazione

Claire e Solange sono due cameriere al servizio di una ricca signora. Ogni qualvolta lei esce di casa le due donne si scambiano ritualmente la parte fra loro, interpretando a turno il ruolo della padrona e dell’altra collega.  Il loro gioco diventa però sempre più pericoloso al punto che decidono di denunciare l’amante di questa con delle lettere anonime. Quando l’uomo viene scarcerato per mancanza di prove, per paura di essere scoperte, le due cercano di assassinarla, ma falliscono nell’intento e provano a eliminarsi a vicenda. Claire si uccide mentre Solange, dato che la polizia prenderà quel gesto come un omicidio, si prepara consapevolmente al destino che l’aspetta.

Interpreti, oltre al regista, nella parte en travesti di Madame, che aggiunge all’ambiguità dello scambio dei sessi, anche quello dei ruoli tra attore e regista, sono Elena Callegari, da sempre punto di riferimento  delle messinscene di Lorenzo Loris e Elena Ghiaurov, attrice cresciuta alla scuola di Massimo Castri e Luca Ronconi che nel 2009 ha vinto il premio Ubu come migliore attrice non protagonista  e nel 2010, il Premio Duse come migliore attrice italiana.

Nei testi di Genet ogni attore, attrice recita la parte di un personaggio che recita a sua volta una parte. Solange e Claire perpetuano la coppia, tanto cara all’autore maledetto, della “vittima” e del “carnefice” o meglio ancora della “criminale” e della “santa”.
Le due facce della stessa medaglia, che sono in ciascuno di noi, si sovrappongono fino a confondersi. Nella pièce di Genet esistono solo le apparenze, se c’è una realtà è solamente una vaga realtà umana, basata su fatti reali di nessun interesse. I personaggi di Genet sono mostri e simboli: criminali, prostitute, ruffiani, omosessuali, “serve”, “negri”. Sono i mostri creati dal nostro mondo occidentale. Sono i simboli viventi, secondo Genet, della nostra perversa natura, del nostro erotismo e della maniera sordida con cui trattiamo le minoranze sfavorite. In un certo senso, per Genet, si può dire che nessuna di queste persone esista veramente.  Non sono altro che sotto-mostri creati da mostri più grandi: la società borghese contemporanea. Il pubblico partecipa alla pièce e la pièce diventa una trappola. Egli trasforma il teatro in una messa nera. Andiamo a teatro e assistiamo a una specie di  fantastico rito woodoo che nostro malgrado ci affascina. In tutte le piéce di Genet c’è un autentico senso di pericolo che ci attira proprio come gli incidenti e le scene di violenza in strada  esercitano su di noi una morbosa forza di attrazione.  Genet rovescia deliberatamente la relazione normale tra la vita e il teatro e, per una sorta di magia, trasforma il teatro in realtà.
Esiste solo la natura umana frastagliata in molteplici sfaccettature, Solange, Claire e la Signora sono in fondo la stessa persona. “Le serve” sono la cifra misteriosa dell’immaginazione pura, e anche quella di Genet stesso. Ce ne sono due perché Genet è doppio: lui stesso e l’altro. Così ognuna delle due “bonnes” non ha altra funzione che di essere l’altra, di essere – per l’altra  – se stessa, come l’altra. Esse sono possedute nel senso più elevato del termine. Il rapporto tra queste due sorelle (che sono lo specchio della nostra coscienza) esiste solo nel dominio, nel possesso reciproco.

Il Teatro Out Off nel commemorare Franco Quadri ha voluto ricordare la sua attività di traduttore con l’ allestimento de “Le serve” di Genet e con un ciclo di letture di testi da lui tradotti (la prima serata è stata lunedì 12 marzo con la lettura di “Una visita inopportuna” di Copi a cura di Roberto Trifirò).
Lunedì 16 aprile e lunedì 23 continuano le letture dei testi tradotti da Franco Quadri con due serate a cura di Lorenzo Loris in cui si proporranno “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” di Jean-Luc Lagarce e “Pelleas et Melisande” di Maurice Maeterlink entrambi messi in scena da Lorenzo Loris e qui riproposti in forma di lettura.